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:: LA STORIA ::

 

Il paese si è sviluppato da un borgo, formatosi nell'alto medioevo, attorno all'abbazia benedettina di San Bartolomeo. Nel XII sec.il monastero è stato sottoposto al vescovato di Fermo e vi rimase fino al 1342. La via degli Orti, con volta a botte, il viale dei Pini e il Torrione di Porta Marina, Porta da Sole e Porta da Bora sono segni evidenti del passato. La chiesa abbaziale, ricostruita nella seconda metà del XIX sec., è a croce greca. E' stata affrescata dal Fontana e decorata con figure di santi, tendaggi e marmi preziosi dal suo allievo Nicola Achilli. Del Fontana sono anche gli affreschi della chiesa di San Patrizio.
Campofilone è molto conosciuta e famosa per i suoi "Maccheroncini", una particolare pasta all'uovo tagliata in sottilissimi fili, una specialità di si parla già in alcuni documenti del XV e XVII secolo. Vantano una tradizione antichissima i "maccheroncini di Campofilone", anticamente considerati un piatto nobile; già nel '400 sono detti "maccheroncini fini fini", in una corrispondenza dell'abbazia di Campofilone. Nel corso del tempo è divenuta famosa la "Sagra dei maccheroncini" che porta nella località migliaia di turisti ogni anno nel mese di agosto.

(Informazioni tratte dal sito ufficiale del Comune)

 

 
MUSEI

 

 

Presso l'abbazia di San Bartolomeo è possibile ammirare la Sala degli Stemmi, detta anche "sala maggiore" del palazzo abbaziale, interamente affrescata, quasi avvolta da un drappo rosso. Sul soffitto sono presenti dei piccoli tondi che raffigurano squarci di paese risalenti all'inizio del secolo scorso, mentre sulle pareti sono dipinti gli stemmi degli abati commendatari a partire dal 1564. Sempre presso l'abbazia sono situati i Musei Parrocchiali. Il primo è il museo archeologico liturgico che si trova nel locale adiacente la sagrestia e contiene paramenti ed apparati liturgici risalenti ai secoli XVI-XIX. Un'altra sezione è dedicata ai reperti appartenuti ai Piceni nei sec. VIII-IV a.C., Rinvenuti nelle zone limitrofe a Campofilone.
Il secondo è il museo malacologico-etmologico e vi si accede dalla porta posta all'angolo nord orientale della chiesa; tale museo è intitolato alla signorina Ciarrocchi Maria Giuseppina, eclettica campofilonese, che ha donato alla chiesa le sue private collezioni di oggetti, oggi visibili, appunto presso il suddetto museo.

 

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