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:: LA STORIA ::

Stemma del Comune

Nome antico:

Patrono:
SAN MARTINO – 11 NOVEMRE

Altezza:
618 m.s.l.m.


Vista del Paese

Casteldelci

In alcuni documenti del secolo XII è citato come Casale d'Ilice e, prima di passare ai Della Faggiola, fu sotto il dominio temporale dei vescovi di Montefeltro. I Della Faggiola, confermati da Ludovico il Bavaro, esercitarono il loro potere sin verso il 1400.
Fu poi di Nicolò dei Perfetti e quindi entrò a far parte dello Stato urbinate seguendone le sorti.
Si narra che il conte di Rapachè, gaudente e fido condottiero di Carlo Magno, passato in questi luoghi, facesse incetta di vergini. Da questo fatto deriva il neologismo “rapasceto” per indicare confusione e disordine.

Casteldelci è l'ultimo comune marchigiano al confine con la Romagna e la Toscana e nei pressi, precisamente dal monte Fumaiolo, nasce addirittura il fiume di Roma. La sua altitudine supera i 600 metri. Prati e pascoli si alternano a colture agricole abbastanza intense.
La chiesa gotica di San Nicolò, il Pontevecchio sul torrente Senatello, le stesse «balze» del monte Fumaiolo da cui scaturiscono le prime cascatelle del Tevere, costituiscono elementi di richiamo per il turista o il viaggiatore.
Casteldelci è località di transito e relativamente sviluppate sono le attività commerciali. Agricoltura e artigianato si fondono nella creazione di manufatti originali e caratteristici.
Clima secco e salubre, gente cordiale, cucina genuina e ricca di ricette che risentono delle tradizioni delle regioni confinanti.
Vanno segnalate fra le testimonianze artistiche anche i ruderi del Castello dei Della Faggiola, gli affreschi di scuola riminese nella chiesa di Santa Maria in Sassetto.

 

 

 
 

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