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:: LA STORIA ::

Stemma del Comune

Nome antico:
Vallis

Patrono:
San Paolo - 25 gennaio

Altezza:
m.s.l.m.


Vista del Paese

Fiastra

La storia di questi luoghi, ha origini molto lontane. Il nome Fiastra, secondo alcuni studiosi, deriva dal latino vallis (mediato dal tedesco flasch) mentre altri sostengono che derivi da un termine piceno usato per fiume. I primi insediamenti, testimoniati da ritrovamenti di anfore fittili e di manufatti in bronzo, risalgono al periodo neolitico (2000 a.C.). Altri ritrovamenti confermano che, oltre ad essere un punto di passaggio lungo la via che unisce la capitale alla colonia romana di Urbis Salvia, la zona fu popolata anche nel periodo ellenistico e in quello romano. Nell’alto medioevo la zona è dominata dai feudi della nobile famiglia dei Magalotti, signori di Fiastra, Poggio, Macereto e Appennino, che risiedeva nell’ antico Castrum di Fiastra (XI secolo). Il castello si estendeva per 21.000 metri quadri e comprendeva oltre alla chiesa di San Paolo e il centro amministrativo, anche molte abitazioni private. Ai Magalotti succedettero, nel 1259, i da Varano, Signori di Camerino, la cui dominazione, che diede vita ad uno dei momenti più alti del Rinascimento marchigiano, resta testimoniata in uno stemma di Giulio Cesare da Varano, nell’acquasantiera dell’antica chiesa di San Lorenzo. Nel 1545 l’intero territorio entra a far parte dello Stato Pontificio e la vita del comune continua senza molti cambiamenti nei secoli successivi. La più fiorente attività della vallata del Fiastrone, praticata dal medioevo fino agli inizi del novecento, era quella della lavorazione della lana, canapa e lino, con cui si realizzavano manifatture che hanno ricevuto onorificenze nazionali ed estere. La seconda metà del XX secolo fu tempo di grandi mutamenti: la costruzione della diga, la scomparsa degli antichi paesi di Fiume e Borgo, sommersi dalle acque e la costruzione del nuovo centro abitato di San Lorenzo al Lago. La realizzazione del lago ha dato un nuovo volto alla vallata aprendo l’orizzonte su nuove prospettive di vita.

(Fonte: Fiastra: Guida alla visita del territorio)

CULTURA

Da Visitare:

Il romanico è lo stile più diffuso nelle architetture religiose disseminate nell’alta Valle del Fiastrone. Planimetrie caratterizzate da un’essenzialità strutturale derivata dalla committenza monastica e parrocchiale, con lo schema a doppia navata; le coperture sono a capriate, le facciate sono semplici e compatte, i portali rifiniti con pietra bianca, gli interni sono sobri, ritmati da arcate su possenti colonne con poche decorazioni. Molte chiese della vallata devono la loro fondazione ai Benedettini: la Chiesa del Beato Ugolino a Fiegni, quella di San Lorenzo al Lago, che conserva la navata destra con affreschi duecenteschi ed altri di scuola camerinese, e quella di San Paolo racchiusa da ciò che resta delle mura e delle torri del Castello Magalotti, recentemente restaurate. Nei dintorni, di notevole interesse sono la pieve di San Marco di Colpolina, costituita da tre navate absidate e da una cripa ipogea a cinque navatelle, unica ad essere conservata nella zona; la chiesa di Santa Maria di Canonica nella quale sono venuti alla luce, in seguito a restauri, alcuni affreschi del XIII secolo, contemporanei a quelli di San Lorenzo; la chiesa di San Martino di Tedico nella quale si conservava il gonfalone di Girolamo di Giovanni datato 1464, ora nella pinacoteca di Camerino. Le architetture civili non lasciano esempio di grande rilievo artistico, fatta eccezione per il palazzo fatto costruire da Romualdo Conti nel ‘700, attuale sede del municipio e del museo comunale, nel quale si conservano le testimonianze di maggior rilievo nella storia di Fiastra.


 

 

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